“Da Gerusalemme un saluto specialissimo a tutti voi giovani in occasione di questo incontro missionario. Il nostro carissimo papa Francesca ci dice che “io sono la missione”!  allora, coraggio e avanti nell’essere missione oggi nel nostro mondo che grida amore, perdono, dialogo, presenza che guarisce e costruisce. Cominciando da Gerusalemme per raggiungere tutto il mondo… e con Gesù tutto è più facile… Il suo Amore e sapersi e sentirsi AMATI vi lancerà per  vie inedite ma affascinanti e cari.  Buona missione.”

Sr. Giovanna – Comboniana – Gerusalemme

 

 

Carissime/i, visto che avete chiesto non solo un contributo di preghiere, ma pur un pensiero. Mi vien da condividere queste parole, frutto pure di un ventennio speso in Asia. Papa Francesco invita la chiesa ad uscire, ma, basta dare un’occhiata alla storia delle missioni ci si rende conto che ci sono stati diversi di modi di “uscire”: dalla colonizzazione da parte dei paesi di tradizione cristiani, alla predicazione che non c’è salvezza al di fuori della chiesa cattolica romana… Fortunatamente, il Concilio e Paolo VI hanno introdotto un approccio diverso alle altre religioni, inserendo a pieno titolo il dialogo interreligioso e l’aspetto interculturale. Questi sono stati dei valori guida della Chiesa del nostro tempo.  Papa Francesco, sul volo di ritorno dal recente viaggio in alcuni paesi africani, ha lanciato questa provocazione (anche se non è la prima volta che parla in questi termini), che mi permetterei di ripetere: “C’è una frase di San Francesco d’Assisi che mi ha illuminato tanto. Egli diceva ai suoi frati: ‘Portate il Vangelo, se fosse necessario anche con le parole’. (…) E la testimonianza provoca la domanda: ‘Ma tu perché vivi così, perché fai questo?’. (…) L’ annuncio viene dopo la testimonianza. Prima vivi come cristiano e, se ti domandano, fai l’annuncio. La testimonianza è il primo passo, e il protagonista dell’evangelizzazione non è il missionario, è lo Spirito Santo, che porta i cristiani e i missionari a dare testimonianza. Poi verranno le domande o non verranno, ma la testimonianza della vita, questo è il primo passo. È importante per evitare il proselitismo (…)”.

Che Dio vi benedica e che possiate essere testimoni e non solamente “propagandisti”! Una relazione che ha cambiato la vita, non può essere buttata lì come uno spot pubblicitario!!!!  Fraternamente, p. Giovanni

 

E’ bello sapere che ci sono persone che pregano per noi, che ci ricordano, che ci pensano e che ci sostengono, anche dall’altra parte del mondo. Sentiamo forte l’affetto della nostra comunità e della Chiesa di Milano che ci ha inviato in questa terra bellissima. 

Chiara, Andrea e la piccola Matilde (Guerra) Missionari Alp-Pime in Brasile, San Paolo